lunedì 21 marzo 2011

Germania: no all'educazione sessuale a scuola?

43 associazioni di tutto il mondo chiedono la libertà per i genitori obiettori

Due settimane fa l'Europa ha scoperto con sconcerto che in un Paese democratico come la Germania una madre è stata arrestata per non aver voluto portare i propri figli a lezione di educazione sessuale statale e che altri 53 genitori erano stati condannati per questo motivo.



Lunedì scorso, ha riferito a ZENIT l'associazione “Profesionales por la Ética”, “Alliance Defense Fund” (ADF), l'entità giuridica che difende i diritti delle famiglie tedesche davanti al Tribunale Europeo dei Diritti Umani di Strasburgo, ha informato di altri due casi di arresti di genitori a Salzkotten.


Si tratta di Eduard W., padre di otto figli, e di Artur W., padre di dieci figli e che tra due settimane avrà l'undicesimo.

Questi genitori non hanno voluto che i loro figli partecipassero al programma scolastico di educazione sessuale perché non sono d'accordo con l'educazione sessuale che si vuole imporre ai bambini in modo obbligatorio e ritengono che i loro diritti umani e civili vengano in questo modo violati.

Come ha reso noto Roger Kiska, avvocato dell'ADF, il Tribunale Europeo dei Diritti Umani di Strasburgo non ha accettato la richiesta di indicare misure urgenti per liberare la signora Wiens, arrestata nei giorni scorsi, nonostante l'ingiustizia dell'arresto (cfr. ZENIT, 8 marzo 2011).

“Siamo convinti che quando il Tribunale di Strasburgo deciderà sui casi di padri e madri che sono stati arrestati solo per aver esercitato i propri diritti di genitori la giustizia prevarrà”, ha affermato.

Nel frattempo, in Spagna “Profesionales por la Ética” ha promosso una dichiarazione a favore della signora Wiens, madre arrestata per gli stessi motivi sempre a Salzkotten, e degli altri genitori tedeschi condannati.

Nella dichiarazione, sottoscritta da 43 associazioni di Spagna, Irlanda, Italia, Belgio, Francia, Slovacchia, Germania, Stati Uniti, Kenya, Filippine, Messico e Norvegia, si esortano le autorità tedesche a rimettere in libertà i genitori arrestati per voler educare i figli in base alle proprie convinzioni.

Si chiede anche alle istituzioni europee di vegliare sui diritti fondamentali e la libertà di educazione.

La dichiarazione è stata inviata a varie istituzioni: alla Cancelleria Federale Tedesca, al Governo federale tedesco, ai Ministeri della Cultura e dell'Istruzione degli Stati tedeschi federati, alle istituzioni del Consiglio d'Europa, ai rappresentanti dei Governi tedesco e spagnolo al Consiglio d'Europa, al Parlamento Europeo, all'ambasciata tedesca in Spagna, ai tribunali che hanno condannato i genitori tedeschi, ai genitori arrestati.

“Con questa azione – ha spiegato Leonor Tamayo, responsabile del Settore Internazionale di “Profesionales por la Ética” –, vogliamo informare l'opinione pubblica e sostenere i genitori chiedendo alle autorità di impedire questo indebolimento aggressivo dei diritti umani”.
La dichiarazione può essere sottoscritta su http://www.profesionalesetica.org/suscribirse-a-la-declaracion/
Per ulteriori informazioni, www.profesionalesetica.org